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VACCINAZIONE ANTI-COVID: PRENOTAZIONI IN FARMACIA PER AGEVOLARE I CITTADINI ED EVITARE DISGUIDI CON LE LETTERE DI INVIO

Il presidente di Federfarma Veneto Andrea Bellon lancia la proposta:

«Per le prossime fasi della campagna di vaccinazione anche in Veneto lasciamo ai cittadini la possibilità di prenotarsi comodamente nella farmacia vicino a casa».

La richiesta sulla base delle esperienze già partite in tal senso in tutte le altre regioni del Nord Italia

 

Il successo della campagna di vaccinazione anti-Covid non sarà solo una questione di quantità di dosi disponibili. «Anche la logistica sarà essenziale, e non solo quella delle fialette: anche e soprattutto la gestione dei flussi di utenti - sottolinea Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto -. E le farmacie in questo possono fornire un aiuto prezioso, come già sta avvenendo in Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria e Piemonte, quasi ovunque nel Nord Italia tranne che in Veneto».

L’associazione che rappresenta circa 1.200 farmacie dislocate in modo capillare in tutto il territorio regionale lancia così un appello.  «Proprio questa capillarità può essere un fattore strategico per semplificare quanto meno la prenotazione dell’appuntamento per la vaccinazione da parte dei cittadini. In tutte le regioni citate già oggi i cittadini più anziani possono prenotarsi comodamente, vicino a casa, senza l’ansia di attendere la fatidica lettera della propria ULSS e soprattutto senza i rischi connessi al mancato recapito dell’invito in tempo utile. Disservizi che purtroppo si stanno verificando. Come noto la Regione Veneto invece ha scelto la strada degli inviti per posta, per lo meno per questa prima fase della campagna sulla popolazione più anziana: quello che chiediamo è di considerare un’organizzazione diversa per la fase successiva, quando la campagna di vaccinazione verosimilmente dovrà coinvolgere decine di migliaia di persone in ogni provincia, persone tra l’altro più giovani, dunque con impegni anche di lavoro e quindi con la necessità di una certa libertà di scelta della data e dell’orario».

Oltre a quelli già evidenziati, i vantaggi di lasciare che i cittadini possano prenotare la vaccinazione anti-Covid direttamente in farmacia sarebbero anche altri: «La prenotazione attiva da parte dei cittadini - prosegue Bellon - consentirebbe anche una migliore organizzazione per le aziende socio-sanitarie, che potrebbero tarare il numero di dosi e di operatori presenti in ogni sede di vaccinazione, ogni giorno, in modo molto più preciso, in base alle prenotazioni effettive e non agli inviti spediti, senza sapere quanti effettivamente si presenteranno. Anche i call center attivati per gestire le richieste dei cittadini che non hanno ricevuto la lettera o che non possono recarsi all’appuntamento nella data indicata potrebbero essere di molto snelliti».

Un beneficio significativo potrebbe arrivare anche per quanto riguarda la percentuale di adesione: «In questo modo i cittadini, all’atto della prenotazione, avrebbero di fronte un operatore sanitario qualificato, il farmacista, con il quale tra l’altro hanno un rapporto di fiducia consolidata, che potrebbe consigliarli e rassicurarli sull’opportunità della vaccinazione, mettendo a disposizione la propria competenza per dirimere eventuali dubbi e preoccupazioni. L'attività di informazione scientifica del farmacista andrebbe così a supportare quella di tutti gli altri operatori della rete sanitaria regionale, rafforzando l'adesione della popolazione a questa fondamentale campagna di vaccinazione».
Da qui la richiesta di Federfarma Veneto alla Regione Veneto di aprire un confronto sul tema, per gestire nel modo più efficiente le prossime fasi della campagna di vaccinazione alla popolazione: «Come sempre le farmacie sono pronte a fare la propria parte, mettendo a disposizione del sistema sanitario regionale la propria presenza capillare che, unita agli orari di apertura estesa, garantisce la massima accessibilità per i cittadini. In altre regioni si sta già facendo, perché qui no?».

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